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martedì 13 ottobre 2015

Recensione de "Il richiamo dell'angelo" di Guillaume Musso

Salve amici, come procede?
Io ho ripreso l'università e torno ogni giorno distrutta... Fortuna che riesco comunque a portare avanti le mie letture. 

Stavolta tocca ad un autore che adoro di cui ho quasi tutti i libri. Il libro in questione è "Il richiamo dell'angelo", che mi ispirava già da un po', ma solo di recente l'ho letto. 
Vado con la scheda!


Titolo: Il richiamo dell'angelo
Autore: Guillaume Musso
Edizione: Sperling e Kupfer 
Anno: 2012, 371 pg.


Trama: New York, aeroporto JFK. In un'affollata area d'imbarco Madeline e Jonathan, due perfetti sconosciuti, si scontrano. Un vivace battibecco, poi ciascuno riprende la propria strada. Le vacanze natalizie sono alle porte: lei sta per salire sul volo per Parigi, dove possiede un avviato negozio di fiori, e lui è in partenza per San Francisco, dove gestisce un modesto ristorante. Non immaginano certo che i loro destini s'incroceranno di nuovo. Una volta atterrati e scoperto con disappunto di essersi scambiati i cellulari nell' urto, ciascuno prova l'irresistibile impulso di curiosare nei segreti dell'altro. E questa reciproca indiscrezione fa riemergere un passato doloroso per entrambi, perché nessuno dei due è quello che sembra. La foto di una ragazza scomparsa... Un volto sconosciuto eppure familiare... Una sconcertante rivelazione... Inizia così una vicenda punteggiata di colpi di scena, sorprese, inattesi capricci del destino. E mentre i due protagonisti rincorrono piste sempre più pericolose, l'amore fa capolino, suggellando l'epilogo sullo sfondo di una New York sepolta dalla neve.

Cosa ne penso: Come in ogni libro di Musso, anche in questo caso i temi di destino e coincidenze della vita sono molto presenti e per me questo è già un punto a favore. Ho apprezzato molto i personaggi, i loro trascorsi, ma nonostante ciò non li ho amati quanto gli altri di Musso. Paradossalmente mi sono affezionata più a Danny, "il cattivo", se così si può chiamare, ho visto in lui un dannato, un predestinato, anche se poi la storia si evolve diversamente. La storia procede spedita, è una lettura piacevole e leggera, ma ci sono comunque molti punti che mi hanno fatto storcere il naso. Innanzitutto dubito che un padre affezionato al figlio, che vede poche volte l'anno, lo lasci solo durante le feste natalizie, per giunta con uno zio scapestrato che si ritrova. Poi c'è una parte in cui lei si concede davvero con troppa facilità a uno sconosciuto per "rendere giustizia" ad un'altra persona che ha visto per pochi minuti nella vita. Inoltre Danny doveva rivestire un ruolo importante nella parte finale, eppure scompare! Non ho capito perchè è rimasto defilato. Infine ciliegina sulla torta non ho apprezzato il comportamento di Madeline, che dimentica come se nulla fosse la storia con il suo attuale ragazzo e presto sposo, per uno sconosciuto. Non so ci sono troppi punti che stonano con la narrazione, che resta comunque apprezzabile.

Voto: 3 su 5!


lunedì 13 aprile 2015

Recensione di "Se potessi rivederti" di Marc Levy

Rieccomi con una nuova recensioneee! 
Come va? Io sto attraversando il periodo pigrizia-portami-via, perchè ho quasi completato le correzioni della tesi (il mio tessssoro) e quindi ho molto tempo libero (finally!)
Questa settimana l'ho trascorsa leggendo il libro di un autore che adoro Marc Levy, di cui ho già letto "Sette giorni per l'eternità" (una vera chicca!) e "Le parole che non ti ho detto", stavolta invece mi sono imbattuta in "Se potessi rivederti". 
L'ho trovato al mercatino dell'usato a 1,50 euro, e dico: "Posso mai perdermelo a questo prezzo stracciatissimo?" obviously not! Pensate che il prezzo originale era di 16,80 (guarda come gongolo!)

Ok, entusiasmo a parte, passo alla scheda...

Titolo: Se potessi rivederti
Autore: Marc Levy
Editore: Corbaccio 
297 pg,, 2006

Trama
Arthur è un architetto, Lauren una giovane internista di neurochirurgia. Una sera d'inverno, a San Francisco, si incontrano nell'appartamento di Arthur... solo che Lauren è un fantasma. In coma dopo un incidente stradale, il suo corpo giace in ospedale; il suo spirito, vitale e affascinante, si innamora di Arthur, l'unico che può vederla. Proprio quando il sentimento sbocciato tra i due si trasforma in un legame profondo, i medici decidono che è giunto il momento di staccare il respiratore. Il romanzo è ambientato qualche anno dopo: Lauren è uscita dal coma e prosegue il suo internato; Arthur è andato in Francia per dimenticarla, ma deve tornare a San Francisco per lavoro.


Cosa ne penso
La storia nel complesso mi è piaciuta. Parla di un amore ostacolato da tanti fattori: la mamma che ha paura di deludere sua figlia, un professore che non vuole tradire la sua fiducia e un oceano di mezzo. Quando Arthur torna a San Francisco per una serie di motivi incontra di nuovo "la donna della sua vita", una donna che ha amato in maniera così profonda da decidere di lasciarla libera, libera di vivere lontana da lui. Quando, però, Lauren si risveglia dal coma, non ricorda niente di questa storia d'amore, vive una relazione con un altro uomo che però non ama veramente, si dedica solo al lavoro e si sente appagata, finchè non incontra Arthur che sconvolgerà di nuovo la sua vita. 
La lettura, come tutte quelle di Levy, scorre molto veloce. Adoro il suo stile e anche la scelta di dividere i capitoli in vari mini paragrafi, che solitamente rendono la lettura molto fluida. Mi piacciono molto i libri in cui vengono descritte diverse vite che proseguono parallelamente fino a incrociarsi e influenzarsi a vicenda. 
La storia inoltre non si focalizza solo su Arthur e Lauren, ma anche su Arthur e Paul, due "compari", due amici, due fratelli "non di sangue". Mi piace quando l'autore lascia lo spazio anche l'amicizia, oltre ovviamente all'amore.
Poi ho amato quasi tutti i personaggi secondari, tutte persone anziane, che però con i loro vissuti mi hanno fatto capire molto. 

L'unico neo è che se non leggi "Se solo fosse vero" di cui ho visto il film (due parole: Mark Ruffalo *_*) non riesci a comprendere in pieno la storia, perchè ci sono parecchi punti poco chiari. (Sì lo so, sono un genio,  ho letto un sequel di un libro mai letto). Ad esempio non sono rese note le circostanze dell'incidente di Lauren, come l'ha salvata Arthur etc. 
Nel complesso è una lettura che consiglio. Levy e Musso sono maestri in questo genere ancora senza un nome.

In più, in questo libro ho fotografato un passaggio che mi è rimasto impresso...

"Si può amare qualcuno ed essere soli! Basta che il sentimento non sia reciproco o che l'altra  persona non sia libera."
"E si può restare fedeli a qualcuno per tutto questo tempo?"
"Se quel qualcuno è la donna della propria vita, vale la pena di aspettare, no?"
"Dunque lei non è single!"
"Non nel cuore.
"


Valutazione
4 su 5!


Alla prossima