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sabato 14 novembre 2015

CineRecensione: "Spectre"


Oggi voglio recensire non un libro, ma un film che aspettavo davvero da tempo. 
*taraaaaaattaaaataaaaaaa, tarataààà, tataaaaaaaa* 
Sì, l'indizio è chiarissimo... ora non avete più dubbi, vero? :D 
Comunque il film in questione è Spectre!



TITOLO ORIGINALE: SPECTRE
aNNO PRODUZIONE:2015A COLOR
REGISTA: SAM MENDES
TRAMA
Un messaggio criptico dal passato di Bond porta l’agente 007 a seguire una pista per smascherare una minacciosa organizzazione. Mentre M lotta contro le forze politiche per tenere in vita i servizi segreti, Bond tenterà di aggirare numerosi inganni e svelare la terribile verità che si cela dietro SPECTREDaniel Craig, per la quarta volta nei panni dell’agente 007, sarà affiancato da un cast d’eccezione: Christoph Waltz, Léa Seydoux, Dave Bautista, Monica Bellucci e Andrew Scott. E ancora, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Ben Whishaw e Rory Kinnear. La sceneggiatura è di John Logan e Neal Purvis & Robert Wade. Direttore della fotografia Hoyte van Hoytema. Montaggio di Lee Smith. Scenografie di Dennis Gassner. Costumi di Jany Temime. Musiche di Thomas Newman. Skyfall, il 23° film della serie è stato un successo mondiale con un box office che ha superato il miliardo di dollari. Prodotto da Michael G. Wilson e Barbara Broccoli, SPECTRE sarà al cinema dal 5 novembre 2015, distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia

COSA NE PENSO: Premetto che non sono una patita di 007, o meglio... Ho visto qualche film con Pierce Brosnan da piccola e ho avuto la possibilità di rivederli qualche settimana fa, di sfuggita, grazie a Sky Cinema 007, ma non mi hanno entusiasmata, tutt'altro. Mi sembrano i classici film fantascientifici, pieni di nuove tecnologie, per lo più assurde, con scene e personaggi molto stereotipati, insomma, niente di che. 

La musica cambia con Daniel Craig (per me uno degli uomini più affascinanti della terra), vidi per caso Casino Royale (il mio preferito) e me ne innamorai subito, quindi non ho perso gli altri (Quantum Of Solace, Skyfall, Spectre). 

Passiamo appunto a Spectre. Il film inizia con un tripudio di colori e maschere di morti, proprio il tema della morte ritornerà spesso durante il film. Dopo cinque minuti si entra già nel vivo dell'azione, le riprese sono mozzafiato, scene adrenaliniche e paesaggi straordinari, tengono lo spettatore incollato allo schermo. Gli effetti speciali sono magistrali e rendono molto realistica la storia, certo qualche parte un po' forzata c'è, il nostro caro James ha un bel po' di fortuna nel cascare sempre nel migliore dei modi, ma una delle cose che adoro di 007 è che anche quando gli sta crollando un palazzo addosso ed è sporco di polvere e sangue James ha come "unica" preoccupazione quella di abbottonarsi la giacca ed essere sempre di tutto punto (penso che questo sistemarsi la giacca, i polsini ecc sia proprio una peculiarità dell'agente doppio zero :D). Ovviamente qualche punto un po' forzato c'è, ma anche questo è tipico degli 007, ad esempio quando riesce a liberarsi del laccio che gli legava i polsi con una facilità esagerata, o anche quando fa incidenti assurdi e ne esce illeso. 
Altro punto a favore è come la storia proceda spedita, non ci sono parti noiose o "morte", tutto ha un suo perchè e il regista è stato abile nel rendere una pellicola di 2 ore e 30 apprezzabilissima. 

Gli inseguimenti a Roma sono spettacolari, la scena dell'elicottero, del combattimento in treno o delle montagne austriache anche, insomma, in questo non trovo punti deboli. 
Ho amato tanto anche le scene di humour, utili a stemperare la tensione, per me delle vere e proprie chicche, che penso si avvicinino molto al fantomatico "british humour" (alla scena del topolino ho sorriso davvero tanto).

L'attore protagonista penso sia perfetto in quel ruolo, ha un'eleganza nei movimenti e nei modi di fare assoluta, non sembra mai bruto o macho nel senso dispregiativo, ma sembra sempre essere perfetto e non con un capello fuori posto. Non dico sia il mio uomo ideale, ma poco ci manca. 
Per questo il finale mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, vabbè che lo stesso Craig ha ammesso di non voler più interpretare James Bond, ma sapete com'è... quando ci si affeziona a un attore e al personaggio interpretato un po' di "tristezza" c'è.
La bond girl è carina, simpatica, ma non ho notato chissà che affinità tra lei e James, che penso non supererà mai del tutto la morte di Vesper. Ed anche per questo il finale mi convince ancor meno (!!!).
Spectre, in sintesi, chiude un cerchio:  unisce tutti i "cattivi" dei capitoli precedenti (da Casino Royale del 2006 in avanti...) e fa chiarezza su molti punti, sulle morti dei cattivi, delle varie bond girl, della carissima M (Judi Dench) e sul passato dello stesso James. 
Il finale non è stato spettacolare quanto Skyfall (insuperabile a mio modo di vedere, per diversi aspetti... a partire dalla colonna sonora), ma comunque apprezzabile. Nonostante tutto il voto per me è 5 su 5. Di film d'azione così se ne vedono purtroppo pochi e non posso far altro che aspettare impaziente un altro capitolo della saga, con un nuovo Bond (chissà), sperando sia all'altezza del predecessore...

Voto 5 su 5





Un pensiero va a Parigi, #PrayforParis




lunedì 13 aprile 2015

Recensione di "Se potessi rivederti" di Marc Levy

Rieccomi con una nuova recensioneee! 
Come va? Io sto attraversando il periodo pigrizia-portami-via, perchè ho quasi completato le correzioni della tesi (il mio tessssoro) e quindi ho molto tempo libero (finally!)
Questa settimana l'ho trascorsa leggendo il libro di un autore che adoro Marc Levy, di cui ho già letto "Sette giorni per l'eternità" (una vera chicca!) e "Le parole che non ti ho detto", stavolta invece mi sono imbattuta in "Se potessi rivederti". 
L'ho trovato al mercatino dell'usato a 1,50 euro, e dico: "Posso mai perdermelo a questo prezzo stracciatissimo?" obviously not! Pensate che il prezzo originale era di 16,80 (guarda come gongolo!)

Ok, entusiasmo a parte, passo alla scheda...

Titolo: Se potessi rivederti
Autore: Marc Levy
Editore: Corbaccio 
297 pg,, 2006

Trama
Arthur è un architetto, Lauren una giovane internista di neurochirurgia. Una sera d'inverno, a San Francisco, si incontrano nell'appartamento di Arthur... solo che Lauren è un fantasma. In coma dopo un incidente stradale, il suo corpo giace in ospedale; il suo spirito, vitale e affascinante, si innamora di Arthur, l'unico che può vederla. Proprio quando il sentimento sbocciato tra i due si trasforma in un legame profondo, i medici decidono che è giunto il momento di staccare il respiratore. Il romanzo è ambientato qualche anno dopo: Lauren è uscita dal coma e prosegue il suo internato; Arthur è andato in Francia per dimenticarla, ma deve tornare a San Francisco per lavoro.


Cosa ne penso
La storia nel complesso mi è piaciuta. Parla di un amore ostacolato da tanti fattori: la mamma che ha paura di deludere sua figlia, un professore che non vuole tradire la sua fiducia e un oceano di mezzo. Quando Arthur torna a San Francisco per una serie di motivi incontra di nuovo "la donna della sua vita", una donna che ha amato in maniera così profonda da decidere di lasciarla libera, libera di vivere lontana da lui. Quando, però, Lauren si risveglia dal coma, non ricorda niente di questa storia d'amore, vive una relazione con un altro uomo che però non ama veramente, si dedica solo al lavoro e si sente appagata, finchè non incontra Arthur che sconvolgerà di nuovo la sua vita. 
La lettura, come tutte quelle di Levy, scorre molto veloce. Adoro il suo stile e anche la scelta di dividere i capitoli in vari mini paragrafi, che solitamente rendono la lettura molto fluida. Mi piacciono molto i libri in cui vengono descritte diverse vite che proseguono parallelamente fino a incrociarsi e influenzarsi a vicenda. 
La storia inoltre non si focalizza solo su Arthur e Lauren, ma anche su Arthur e Paul, due "compari", due amici, due fratelli "non di sangue". Mi piace quando l'autore lascia lo spazio anche l'amicizia, oltre ovviamente all'amore.
Poi ho amato quasi tutti i personaggi secondari, tutte persone anziane, che però con i loro vissuti mi hanno fatto capire molto. 

L'unico neo è che se non leggi "Se solo fosse vero" di cui ho visto il film (due parole: Mark Ruffalo *_*) non riesci a comprendere in pieno la storia, perchè ci sono parecchi punti poco chiari. (Sì lo so, sono un genio,  ho letto un sequel di un libro mai letto). Ad esempio non sono rese note le circostanze dell'incidente di Lauren, come l'ha salvata Arthur etc. 
Nel complesso è una lettura che consiglio. Levy e Musso sono maestri in questo genere ancora senza un nome.

In più, in questo libro ho fotografato un passaggio che mi è rimasto impresso...

"Si può amare qualcuno ed essere soli! Basta che il sentimento non sia reciproco o che l'altra  persona non sia libera."
"E si può restare fedeli a qualcuno per tutto questo tempo?"
"Se quel qualcuno è la donna della propria vita, vale la pena di aspettare, no?"
"Dunque lei non è single!"
"Non nel cuore.
"


Valutazione
4 su 5!


Alla prossima