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domenica 31 gennaio 2016

Recensione di "Central Park" di Guillaume Musso

E' assodato che non sono morta, ma ho un po' trascurato il blog.
Comunque ritorno con una recensione di un autore che adoro: il mio amatissimo Guillaume Musso.



Titolo: Central Park
Autore: Guillaume Musso
Editore: Bompiani
2015, 304 pg.


TramaNew York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure... Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite

Cosa ne penso: Premetto che ho letto tutto di Musso (mi manca solo "Aspettando domani"), ho sempre apprezzato questo autore per la sua capacità di saper unire un tocco di sovrannaturale con la realtà. Questa sua peculiarità l'ha persa negli ultimi libri che si trasformano comunque in gialli abbastanza scorrevoli. 

Parecchi suoi libri si basano su un'"illusione" creata ad hoc per il lettore e per il protagonista e questo vale anche per Alice. Alice è una giovane donna che si sveglia nel bel mezzo di Central Park, ammanettata ad un altro uomo. Tutta la storia si sviluppa sul loro tentativo di "andare indietro nel tempo", per capire come fanno a ritrovarsi lì e per colpa di chi. Il tutto viene ovviamente svelato nel finale, ma nel mezzo c'è una storia sicuramente ben sviluppata, piena di flashback che ci permettono di capire il passato di Alice. Devo essere sincera, non l'ho apprezzata tanto. Non sopporto le persone troppo cocciute che finiscono per diventare arroganti, per via delle loro scelte, nè tantomeno apprezzo le persone che si piangono addosso e continuano a vivere nella loro "tristezza". La sua testardaggine, la sua volontà di farsi giustizia da sola le costeranno davvero molto caro e sembra comunque non apprezzare lo sforzo del suo stesso padre che prova a far giustizia per lei. L'ho vista come un'eterna scontenta, un'eterna vittima del mondo e degli altri e un'eterna incompresa. 
Ho invece apprezzato Gabriel, amato e odiato per tutto il racconto. Alla fine il suo è l'unico personaggio veramente positivo della storia, l'unico davvero buono (una bontà che onestamente non ho trovato nella coprotagonista).
Il finale m'è piaciuto tantissimo, ha una morale molto chiara e cioè che la vita va vissuta, nonostante gli ostacoli, e soprattutto vanno apprezzati tutti i suoi momenti, tutte le piccole gioie che scandiscono le nostre esistenze.
Per il resto Musso è una garanzia, per me non sbaglia mai, anche perchè i suoi libri, nonostante la scorrevolezza, non sono mai banali!
Inoltre grande Guillaume per essere tornano con le mini citazioni a inizio di ogni capitolo (è una cosa che apprezzo molto!).

Voto: 4 su 5!



martedì 13 ottobre 2015

Recensione de "Il richiamo dell'angelo" di Guillaume Musso

Salve amici, come procede?
Io ho ripreso l'università e torno ogni giorno distrutta... Fortuna che riesco comunque a portare avanti le mie letture. 

Stavolta tocca ad un autore che adoro di cui ho quasi tutti i libri. Il libro in questione è "Il richiamo dell'angelo", che mi ispirava già da un po', ma solo di recente l'ho letto. 
Vado con la scheda!


Titolo: Il richiamo dell'angelo
Autore: Guillaume Musso
Edizione: Sperling e Kupfer 
Anno: 2012, 371 pg.


Trama: New York, aeroporto JFK. In un'affollata area d'imbarco Madeline e Jonathan, due perfetti sconosciuti, si scontrano. Un vivace battibecco, poi ciascuno riprende la propria strada. Le vacanze natalizie sono alle porte: lei sta per salire sul volo per Parigi, dove possiede un avviato negozio di fiori, e lui è in partenza per San Francisco, dove gestisce un modesto ristorante. Non immaginano certo che i loro destini s'incroceranno di nuovo. Una volta atterrati e scoperto con disappunto di essersi scambiati i cellulari nell' urto, ciascuno prova l'irresistibile impulso di curiosare nei segreti dell'altro. E questa reciproca indiscrezione fa riemergere un passato doloroso per entrambi, perché nessuno dei due è quello che sembra. La foto di una ragazza scomparsa... Un volto sconosciuto eppure familiare... Una sconcertante rivelazione... Inizia così una vicenda punteggiata di colpi di scena, sorprese, inattesi capricci del destino. E mentre i due protagonisti rincorrono piste sempre più pericolose, l'amore fa capolino, suggellando l'epilogo sullo sfondo di una New York sepolta dalla neve.

Cosa ne penso: Come in ogni libro di Musso, anche in questo caso i temi di destino e coincidenze della vita sono molto presenti e per me questo è già un punto a favore. Ho apprezzato molto i personaggi, i loro trascorsi, ma nonostante ciò non li ho amati quanto gli altri di Musso. Paradossalmente mi sono affezionata più a Danny, "il cattivo", se così si può chiamare, ho visto in lui un dannato, un predestinato, anche se poi la storia si evolve diversamente. La storia procede spedita, è una lettura piacevole e leggera, ma ci sono comunque molti punti che mi hanno fatto storcere il naso. Innanzitutto dubito che un padre affezionato al figlio, che vede poche volte l'anno, lo lasci solo durante le feste natalizie, per giunta con uno zio scapestrato che si ritrova. Poi c'è una parte in cui lei si concede davvero con troppa facilità a uno sconosciuto per "rendere giustizia" ad un'altra persona che ha visto per pochi minuti nella vita. Inoltre Danny doveva rivestire un ruolo importante nella parte finale, eppure scompare! Non ho capito perchè è rimasto defilato. Infine ciliegina sulla torta non ho apprezzato il comportamento di Madeline, che dimentica come se nulla fosse la storia con il suo attuale ragazzo e presto sposo, per uno sconosciuto. Non so ci sono troppi punti che stonano con la narrazione, che resta comunque apprezzabile.

Voto: 3 su 5!