domenica 29 marzo 2015

Recensione di "Accadde in autunno" di Lisa Kleypas - Serie: Audaci Zitelle

Buona domenica!
Rieccomi con una nuova recensione. Stavolta si tratta di un libro che mi ha stregata letteralmente. Si tratta di "Accadde in autunno", secondo libro della serie delle "Audaci zitelle" di Lisa Kleypas.


Fino a qualche mese fa avevo dei pregiudizi contro questo genere... Diciamo anche che dopo il ciclone "Cinquanta sfumature", certe copertine e certi titoli non ispiravano nulla di bello, ma devo ringraziare ancora mia zia per avermelo consigliato.

Leggendo questo libro ho battuto anche un piccolo record personale, diciamo che non sono molto veloce nella lettura, ma ho letto le circa 320 pagine in poco più 24 ore. Pensate che anche mentre mi asciugavo i capelli lo leggevo, usando il cellulare per tenere aperte le pagine. Si ho raggiunto livelli di stupidità inimmaginabili. Ma tant'è...


Titolo: Accadde in autunno
Autore: Lisa Kleypas
Editore: Leggereditore
328 pg. (2013)


Trama: Accadde al ballo, dove la bella Lillian Bowman scoprì che il suo temperamento da americana, diretto e sfrontato, non era ben visto nell’affettata società inglese. Soprattutto agli occhi di Lord Westcliff, Marcus, lo scapolo d’oro più insopportabile della città. Accadde in giardino, dove Marcus e Lillian scoprirono che un solo appassionante bacio poteva valere più di mille arroganti pregiudizi, e persino più di un profumo afrodisiaco! Accadde in autunno, quando Marcus, l’uomo che non aveva mai perso il controllo delle sue emozioni, scoprì di essere tutt’altro che una roccia: con Lillian ogni tocco era una squisita tortura. Ma quell’insolente americana non era senz’altro nella lista delle “donne da sposare”.

Cosa ne penso: Come già spiegato è uno dei libri più belli che ho letto in questo 2015. Purtroppo il titolo e la copertina un po' frivola, concedetemi il termine, non gli rendono giustizia,  perchè è un libro che merita davvero.
La protagonista è Lillian, una ragazza senza peli sulla lingua, che non ama le imposizioni dell'aristocrazia inglese, pronta a infrangere tutte le regole del bon-ton, che dovrebbero seguire tutte le ragazze in cerca di marito. Quando poi a imporle è lo scapolo più desiderato del mondo e l'uomo più nobile d'Inghilterra, la situazione degenera. Come si poteva già dedurre dal primo libro "Segreti di una notte d'estate", la loro è una relazione esplosiva e frizzante. Per la serie: gli opposti si attraggono. Ma sarà proprio l'uomo più irreprensibile dell'aristocrazia a lasciarsi travolgere dalla passione per la signorina Bowman.
Ci sono state scene in cui ho riso davvero tanto, come ad esempio quando lei lo travolge per toccare la base e completare il giro di rounders (avete presente la scena di "Mi presenti i tuoi?" in cui Dustin Hoffmann travolge Robert De Niro? Immaginatela così!) sì per la cronaca: ho anche una passione per il cinema.
Pur essendo io molto diversa da Lillian, ho tifato per lei sin dall'inizio, ho sofferto quando hanno fatto di tutto per ostacolare il loro amore... E' stato un libro che mi ha fatto sorridere tanto, emozionare, ma soprattutto riflettere, anche sul valore dell'amicizia. Ho adorato tutti i personaggi che si sono susseguiti in queste pagine (contessa di Westcliff, madre arcigna di Marcus, esclusa), l'amicizia tra Hunt e Westcliff, tra le zitelle, pronti ad aiutarsi a vicenda, in qualsiasi occasione.
E non fatevi ingannare dal caratteraccio del libertino Sebastian StVicent... Non è ciò che sembra ;)

Valutazione: 5 su 5!





Alla prossima!



venerdì 27 marzo 2015

Recensione di "Se chiudo gli occhi" di Simona Sparaco

Salve a tutti, 
rieccomi con una nuova recensione. 
Stavolta (udite, udite!) si tratta di un'autrice italiana, cosa più unica che rara, visto che non leggo (ahimè) molta narrativa italiana.
Voglio prima mettervi al corrente di una breve storia che c'è dietro questo libro, probabilmente non vi interesserà per niente, ma ve la racconto lo stesso (testarda me), se no andate alla recensione direttamente. Questo libro mi è stato regalato da mia mamma a Natale. In realtà si tratta di una seconda scelta perchè la mia cara madre aveva comprato due gialli: Missing di Don Wislow e La principessa di ghiaccio di Camilla Lackerberg. Il punto è che quest'ultimo già l'avevo letto e la scelta è ricaduta su questo romanzo. 
Si tratta del libro di Simona Sparaco: Se chiudo gli occhi


Titolo: Se chiudo gli occhi
Autore: Simona Sparaco 
Editore: Giunti
272 pg. (2014)

Trama: Viola nella vita ha imparato molto bene una cosa: a nascondersi. Abiti di una taglia sempre troppo grande, un lavoro che non le dà alcuna soddisfazione e ben lontano dalle sue passioni di bambina, un bravo ragazzo come marito, con cui però, forse, l'amore non c'è mai stato. Poi un giorno, mentre sta sviluppando rullini di gente infelice al centro commerciale, si fa largo tra la folla un uomo alto e dinoccolato, ancora bello nonostante l'età: è suo padre, l'artista famoso, l'irregolare, l'eterno bambino. È tornato, è venuto a cercarla per proporle un viaggio nelle Marche, la loro terra d'origine, e per dirle una cosa molto importante. Ma come fidarsi un'altra volta dell'uomo che l'ha abbandonata? Come credere di nuovo a una delle sue funamboliche storie? La tentazione è troppo forte e Viola accetta. Un segreto custodito per anni condurrà padre e figlia alle pendici dei Sibillini dove Viola sarà travolta da una nuova forza e una nuova luce, proprio come il cielo di quei posti. È un viaggio magico se il prezzo della felicità è abbandonarsi con gli occhi chiusi al potere della vita e all'amore che è pronto ad accoglierci.

Cosa ne penso: Eccoci al dunque. Nè l'ambientazione, nè i temi trattati, nè lo stile narrativo mi son piaciuti. Si capisce che mi è stato regalato, vero?  
La storia è ambientata per lo più tra i monti marchigiani e a me i contesti rurali e agresti non piacciono. Parla della storia di Viola che intraprende questo viaggio con il padre, che l'ha abbandonata da bambina e l'ha trascurata per una vita intera e adesso vuole compiere questo viaggio in sua compagnia, per farle capire i motivi che l'hanno portato a certi comportamenti. 
Il viaggio si trasforma così in un viaggio interiore del padre, un artista famoso, che però combatte ogni giorno contro i suoi demoni interiori. Effettivamente il padre è l'unico personaggio che m'è piaciuto, l'unico sincero, che ha sempre agito per amore e non per convenienza, che è stato "incastrato" dalla vita e che fino alla fine ha provato a reagire, ma il destino si è rivelato crudele. 
Viola, la protagonista, non mi è piaciuta. Non mi sono mai riconosciuta in lei, ho faticato davvero a comprendere il suo comportamento. E' stanca di una vita trascorsa quasi nell'anonimato, una vita comune, che le sta stretta. Eppure per quasi tutto il libro non fa nulla per reagire. In più non ho apprezzato il suo orgoglio spropositato che le ha impedito di vivere in pieno questo viaggio con il padre, nonostante le tantissime occasioni che le si presentano per provare a mettere una pietra sopra il loro passato difficile, continua a rinfacciargli i suoi errori. 
Ho faticato ad ingranare, la narrazione non è veloce e fluida e ci sono continui flashback, in cui è difficile capire chi sia la voce narrante. In più in tutto il libro ci sono richiami al mito, alle Sibille, Atlante, Aretusa ecc... che ho faticato a digerire e che rallentavano la narrazione, anche perchè chi non è ferrato con il mito e l'arte classica fatica ad apprezzare.

Insomma, non avevo grosse aspettative, ma speravo in qualcosa di meglio.


Valutazione: 2 su 5



giovedì 26 marzo 2015

Recensione de "Il prigioniero del cielo" di Carlos Ruiz Zafòn

Buon pomeriggio a tutti,
oggi vi voglio parlare di un libro che ho letto un po' di tempo fa, ma che non posso fare a meno di recensire. Si tratta de "Il prigioniero del cielo" del famosissimo autore spagnolo Carlos Ruiz Zafòn.



Titolo: Il prigioniero del cielo
Autore: Carlos Ruiz Zafòn
Editore: Mondadori
349 p. (2012)

Questo romanzo è il terzo della serie "Il Cimitero dei Libri Dimenticati", ed è il seguito de "Il gioco dell'Angelo" e de "L'ombra del vento".
Voglio prima spiegare brevemente come mi sono imbattuta in questa serie. Premetto che nonostante le copertine accattivanti, questi libri non mi avevano mai attratta, soprattutto per l'ambientazione (inizi del '900), ma trovai "L'ombra del vento" al prezzo imperdibile di 1 euro e non ho più saputo resistere. E ho fatto bene! (sì ho letto prima il 2°, poi il 3°, poi leggerò il 1° e infine il 4°)
Ma parliamo de "Il prigioniero del cielo".

TRAMA: 
Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere - il memorabile protagonista di "L'ombra del vento" è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un'edizione di pregio di "Il conte di Montecristo" pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un'epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín - il narratore di "Il gioco dell'angelo" - al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista...
COSA NE PENSO: Rispetto al precedente, mi ha un po' deluso. Avevo grosse aspettative, forse perchè "L'ombra del vento" mi aveva emozionata davvero tanto. Ciò che mi era piaciuto, era la capacità dell'autore di coinvolgere il lettore e farlo addentrare senza sforzi nei vicoletti spagnoli. Non mi è piaciuto il linguaggio e l'ambientazione troppo macabra. La vita di Fermìn (che adoro) in prigione è il nucleo centrale della storia, ed è forse ciò che ho apprezzato meno. Ci sono troppi dettagli, troppe scene davvero orride, parti inutili ai fini della narrazione che ricorrono troppo spesso. A volte avrei davvero voluto saltare qualche pagina.

Però Zafòn resta sicuramente il mio autore spagnolo preferito. La narrazione è molto scorrevole e sa emozionare il lettore. L'amicizia tra Fermìn e Daniel è una delle più belle è più sincere che io abbia mai letto.

Il finale resta aperto, l'autore ha palesemente fatto intendere che ci sarà un seguito. Ovviamente non vedo l'ora di leggerlo ;)


VALUTAZIONE: 4 su 5






Mi presento!

Salve a tutti, 
sono una ragazza di 22 anni, con una passione spropositata per i libri. 
Ne ho a centinaia e come tanti sono arrivata al punto che non so più dove metterli (yeah)!

Non so come è nato questo amore verso il mondo della lettura, probabilmente perchè già da quando ero piccola ricevevo in regalo parecchi libri. Ricordo il primissimo: "Nata sotto un cavolo" di Gabriella Pirola.
Me lo regalò una suora, cara amica di mia mamma, e iniziai a leggerlo quando avevo solo 7 anni. C'era qualcosa di inquietante in quel libro e cioè la bambina protagonista, essendo nata sotto un cavolo, non aveva l'ombelico e quando andava in piscina si sentiva diversa dalle sue amichette.

Comunque ringrazio ancora quella cara suora, perchè da allora non ho mai smesso di leggere!

Apro questo blog perchè spesso mi capita quando smetto di leggere di voler condividere tutte le emozioni che mi ha trasmesso quel libro con qualcuno, ma non conoscendo molti lettori accaniti come me, sono costretta a tenermele per me... ergo, voglio condividere con voi e commentare le  letture.

Alla prossima!
Lu